Riviera

Troppi rifiuti in spiaggia, risolviamo il problema!

Lungo la Riviera Romagnola, ancora oggi, si trovano centinaia di rifiuti gettati per terra, sia dai cittadini, che dai turisti. Una cosa inconcepibile nel 2024 e in un’epoca piena di informazioni su come la plastica e la raccolta indifferenziata possano causare danni a noi e al nostro ecosistema.
E’ sufficiente trascorrere pochi minuti lungo la riva per rendersi conto dei molteplici mozziconi, involucri di cibo, scarti di plastica o bottiglie di vetro abbandonati dai giovani la sera prima.

Le persone tendono a gettare tutto quello che consumano sulla spiaggia, provocando inquinamento e rovinando l’ambiente. Ognuno getta qualcosa pensando di provocare un piccolo danno e le spiagge finiscono per essere colme di rifiuti e senza nessuno che effettivamente si impegna a rimuovere o a smettere di gettarli.
Bisognerebbe aumentare i bidoni sulle spiagge in modo che le persone gettino i loro rifiuti senza arrecare nessun danno, lo Stato dovrebbe essere più severo ed emanare leggi apposite per impedire a questi usurpatori di rovinare la bellezza della nostra riviera.

Le persone si devono responsabilizzare (o devono essere maggiormente responsabilizzate) iniziando a fare dei piccoli gesti per non rovinare l’ambiente; ad esempio portarsi da casa dei sacchetti in modo da poter gettare i rifiuti per poi buttarli nei bidoni appositi in spiaggia.
I bagnini devono controllare che le persone non gettano rifiuti per terra e impegnarsi per primi a tenere pulito il proprio bagnino.
Secondo noi, i bagnini, prima dell’inizio della stagione devono posizionare sia più bidoni lungo la passerella, sia dei piccoli bidoncini per ogni ombrellone in modo che le persone possano usufruirne al meglio. Questo potrebbe essere il primo passo per iniziare a risolvere il problema dei troppi rifiuti in spiaggia.

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Come riutilizzare le colonie della nostra riviera?

Le colonie bolognesi sono nate negli anni ’30 come risposta alle difficili condizioni di vita di molti bambini e giovani della città. Inizialmente, venivano organizzate per i bambini bisognosi o per coloro che non avevano la possibilità di trascorrere le vacanze altrove. Tuttavia, nel corso degli anni, le colonie si sono aperte a un pubblico più ampio, accogliendo anche bambini provenienti da famiglie più agiate.

 

Le strutture delle colonie bolognesi erano dotate di alloggi, cucine, refettori, spazi per attività ricreative e sportive. I bambini venivano supervisionati da un personale qualificato, cui educatori e animatori, che organizzavano una serie di attività per intrattenere e coinvolgere i ragazzi durante la loro permanenza. Le colonie diventarono molto popolari e rappresentavano un’importante occasione di socializzazione e svago: i bambini potevano godere del contatto con la natura, partecipare a escursioni, fare sport e prendere parte a laboratori e attività culturali.

Negli anni, il concetto di colonie estive è cambiato e si sono diffuse altre forme di vacanza, tuttavia hanno mantenuto una certa rilevanza e sono rimaste una tradizione nel territorio della città.
Le colonie bolognesi potrebbero essere riutilizzate in diversi modi, a seconda delle esigenze e delle opportunità del contesto attuale.

Ecco alcune possibili alternative:
Centri educativi: potrebbero essere trasformate in centri educativi estivi, offrendo programmi che combinano attività ricreative, sportive, artistiche e culturali. Questo tipo di riutilizzo consentirebbe ai bambini di imparare e divertirsi durante le vacanze estive, promuovendo l’apprendimento e lo sviluppo personale.
Centri per attività all’aria aperta: Si potrebbero adattare per diventare centri per attività all’aria aperta, come campeggi o luoghi per escursioni. Ci sarà la possibilità di organizzare percorsi naturalistici, avventure di orienteering, arrampicate e altre attività che incoraggiano il contatto con la natura e lo sviluppo di abilità all’aperto.
Residenze per artisti e creativi: Le colonie potrebbero essere ristrutturate per diventare residenze per artisti, scrittori o creativi di varie discipline. Il loro riutilizzo offrirebbe un ambiente tranquillo e stimolante per la produzione artistica, consentendo agli artisti di trascorrere un periodo di tempo concentrato sulla loro pratica creativa.
Centri di formazione e laboratori: Le colonie potrebbero essere utilizzate come centri di formazione e laboratori per varie attività, come corsi di musica, danza, teatro, fotografia o cucina. Questo consentirebbe alle persone di partecipare a programmi di apprendimento specializzati e di sviluppare nuove competenze e passioni.
Centri di accoglienza per rifugiati o famiglie in difficoltà: Le colonie potrebbero essere trasformate in centri di accoglienza temporanea per rifugiati o famiglie in difficoltà. Il loro riuso potrebbe offrire un luogo sicuro e confortevole per coloro che hanno bisogno di assistenza e supporto durante un periodo di transizione.

In conclusione vogliamo dire che queste colonie possono essere una risorsa molto importante per la nostra riviera e possono essere sfruttate in diverse maniere anziché lasciarle in disuso e in uno stato di abbandono.

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Divieto dei mozziconi a riva dall’estate 2023 in Romagna

Dal 1 aprile 2023 al prossimo 29 settembre, a Riccione sarà vietato fumare anche solo in riva al mare. Una decisione presa dalla sindaca Daniela Angelini per promuovere un ambiente marittimo più pulito. Nel 2015 la città di Riccione fece già un tentativo attraverso il progetto “Respira aria di mare” adottato dal Marano Beach, il quale garantiva uno sconto del 20% su lettini e ombrelloni per chiunque rinunciasse alla sigaretta. Ora invece c’è una svolta, almeno per quanto riguarda la battigia, ossia quel tratto di spiaggia larga 5 metri dalla linea di mare dove di solito si passeggia. Resterà comunque la possibilità di fumare sotto l’ombrellone con l’apposito posacenere. Questo provvedimento è già stato adottato dalle altre spiagge della riviera come Rimini, Ravenna e Cesenatico e non solo ma anche Pesaro, San Benedetto del Tronto e Sirolo nelle Marche.

Per i trasgressori di questa norma ci sono delle multe da capogiro! che possono partire dai 25 fino ad arrivare ai 500 euro. A recarsi sul posto per fare dei sopralluoghi saranno direttamente i poliziotti municipali che in caso di mancato rispetto delle norme potranno emanare un verbale scritto. Insieme a questo problema, il comune di Rimini vieta il consumo di sigarette sulla battigia in tutte le sue spiagge. La decisione è coerente con l’obiettivo di dare maggiore sicurezza ai non fumatori in una zona affollata, come la spiaggia nel periodo estivo, ma ha anche l’obiettivo di ridurre la quantità di mozziconi di sigarette a terra e in mare. Secondo un’indagine di NBC News, i filtri delle sigarette danneggiano l’oceano più della plastica.

Ma quali sono gli effetti che provocano i mozziconi nei nostri mari?

I mozziconi hanno diverse ripercussioni sul nostro ambiente marino, basti pensare che per smaltire una sigaretta servono dai 10 ai 30 anni, inoltre essa disperde delle microplastiche che si diffondono nei mari che vengono poi assimilate dai pesci dei quali ci cibiamo. Si stima infatti che il 40% dei rifiuti nel Mediterraneo sono mozziconi di sigarette e che ogni giorno circa 5 milioni di essi vengono gettati in mare.

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Salvare la Riviera dalla plastica

Le Riciclette: riciclare pedalando

Il Comune di Rimini, nel 2021, grazie alla collaborazione con Coripet (Consorzio volontario per il riciclo del PET), ha installato 5 eco-compattatori per riciclare le bottiglie in PET, avviando così un processo virtuoso di economia circolare. L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo Sanpellegrino per educare le persone al riciclo.
Queste installazioni si possono trovare in corrispondenza del Bar Souvenir al porto di Rimini, al bagno 26 di Marina Centro, ai bagni Ricci, all’altezza del Paguro Cafè di Miramare e all’Altamarea Beach Restaurant di Rivabella.

Si tratta di un sistema che compatta la plastica tramite attivazione meccanica grazie a una bicicletta che, mentre si pedala, sblocca l’apertura dove vengono introdotte le bottiglie di plastica. Con le “riciclette“, anche il bagnante può contribuire al riciclo per combattere la dispersione delle microplastiche nell’ambiente.
Gli ospiti degli stabilimenti balneari conferiscono liberamente le proprie bottiglie negli eco-compattatori. In più, tramite un’App, ci si può aggiudicare una borsa da spiaggia in PET,  ogni 20 bottiglie messe nell’eco-compattatore.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio impegno per la sostenibilità e per un mondo Plastic Free, che intende dare un contributo concreto alla riduzione dell’utilizzo della plastica monouso e alla promozione del riciclo.

Infatti, i materiali riciclabili hanno sostituito la plastica monouso nei locali degli associati,. “Abbiamo installato gli eco-compattatori per riciclare il Pet e comunicare il messaggio Ricicla-rigenera-riusa” -affermano i commercianti. Il sindaco Jamil Sadegholvaad afferma invece: “La spiaggia di Rimini è stata tra le prime in Italia ad applicare una filosofia plastic-free. Avendo come obiettivo di promuovere quelle best practices a favore dell’ambiente e della sostenibilità“. Tale sensibilità è stata condivisa con gli operatori della spiaggia, che subito hanno dato vita ad un progetto dove sono i cittadini i protagonisti del cambiamento.

Rimini, un successo le "riciclette", le mangia-bottiglie a pedali

Il Punto di Riciclo di Le Befane

Un altro modo per riciclare la plastica a Rimini, è quello di recarsi al punto di riciclo presso “Le Befane Shopping Centre”.  Oltre a fare del bene all’ambiente, potrete ottenere anche vantaggi esclusivi.
Segui i passaggi qui sotto elencati:

  • Scarica l’app Coripet, disponibile gratuitamente su Google Play e App Store per Android e iOS.
  • Associa sull’app la tua Be-Fan Card, nella sezione “Collega la tua tessera fedeltà”.
  • Porta le bottiglie vuote in plastica PET al punto di riciclo; le bottiglie devono essere vuote, non schiacciate e con l’etichetta intatta e leggibile (la macchina deve leggere il codice a barre sulla bottiglia).
  • Fatti riconoscere dalla macchina tramite l’app, segui le istruzioni sullo schermo, inserendo una bottiglia alla volta. Più ricicli più accumuli punti e aiuti a salvare l’ambiente.

Ogni bottiglia vale un punto, e ogni 300 punti riceverai una Gift Card Le Befane dal valore di 5€ da utilizzare nei negozi de Le Befane Shopping Centre!

Punto di riciclo delle bottiglie in plastica

Guadagna con “Green Money”

Un altro interessante punto di raccolta di plastica PET è stato inaugurato a fine 2019 al Mercato Coperto di Rimini. Grazie alla collaborazione con Conad, i rifiuti di plastica verranno convertiti in buoni spendibili nel circuito green money. In particolare conferendo 3 rifiuti plastici pet (bottiglie di plastica, flaconi alimentari, vaschette affettati, ecc…) nel punto di raccolta si ottiene un ticket del valore di 50 centesimi.
Per avere informazioni più dettagliate si invita a visitare il loro sito Green Money.

Diventa protagonista del riciclo a Rimini!

Prima foto di Corriere Romagna.

Seconda foto di plasticfree.school.

Riviera

Rimini Green: verso un futuro senza plastica

 La diffusione della plastica

Le plastiche costituiscono il 70% dei rifiuti marini, percentuale che nei mari italiani sale al 95,7%, 43% nel solo Adriatico centro settentrionale.
Sono materiali estremamente diffusi in molteplici settori economici a causa della loro adattabilità e dei costi relativamente contenuti.
L’utilizzo della plastica ha modificato radicalmente i nostri modelli di consumo. Siamo stati indirizzati verso applicazioni di breve durata, come ad esempio i prodotti monouso, i quali generano uno spreco di risorse preziose e possono favorire i fenomeni di dispersione dei rifiuti nell’ambiente.

Come nasce “Romagna plastic free 2023”

In virtù della sempre maggior attenzione al tema della vasta presenza di plastica nei nostri mari, nasce l’iniziativa “Romagna Plastic Free 2023”. L’obiettivo che l’Emilia Romagna si pone è quello di ridurre al massimo la presenza di rifiuti in mare. Strategia condivisa, che prevede l’impegno del pubblico, delle associazioni e delle categorie per la salvaguardia dell’ambiente.

Rimini ha già investito 200 milioni di euro per riqualificare le fogne e l’ex sindaco Andrea Gnassi ha affermato: “Oggi diciamo basta alla plastica in mare, vogliamo diventare la prima regione e la prima riviera ‘plastic free. Non deve più essere normale che la plastica sia abbandonata nell’ambiente.'”.

Romagna-Plastic-Free-2023

Fishing for Litter, mare senza plastica anche grazie ai pescatori

Già dal 2016, i pescatori hanno a disposizione cassonetti per lo smaltimento gratuito di rifiuti di plastica pescati in mare. Inoltre Legambiente ha presentato in Emilia Romagna i risultati del progetto “Fishing for Litter – In rete contro un mare di plastica”, una delle principali esperienze nazionali di recupero di rifiuti da ambienti acquatici. L’iniziativa si è svolta la scorsa estate nell’area del Delta del Po, con il grande contributo della marineria di Porto Garibaldi.
Grazie all’impiego di 45 imbarcazioni, per sei mesi volontari e pescatori hanno potuto raccogliere e smaltire correttamente i rifiuti finiti nelle reti durante le attività di pesca. I rifiuti sono stati conferiti in appositi cassonetti messi a disposizione da Clara Spa sulla banchina.
La marineria locale ha bandito le cassette di polistirolo per il pescato. Un impegno che va al di là di mare e spiagge.

rifiuti-in-mare

Le Norme messe in atto

Questi 15 chilometri di spiaggia sono da sempre laboratorio di tendenze e buone pratiche ambientali.  Dal 1° luglio 2019 a Rimini è entrata in vigore l’ordinanza “Plastic Free” che vieta la somministrazione di bicchieri e cannucce in plastica monouso nei bar e nei chioschi in spiaggia. Saranno sostituiti da prodotti realizzati in amido di mais, Pla, policarbonato e in grano duro dalla forma di un maccherone. Questi materiali sostituiranno la plastica monouso. Anche se i costi non bassi di rifornimento dei materiali alternativi, pare essere stata accolta con favore da parte degli imprenditori.

Studiata nell’ottica della tutela dell’ambiente e della salute anche la seconda importante novità dell’ordinanza balneare che introduce il divieto di fumare sulla battigia delle spiagge riminesi. Un provvedimento studiato per garantire il benessere dei non fumatori e allo stesso tempo ridurre la presenza di mozziconi sulla battigia.
Plastica e sigarette vietate in tutta la spiaggia di Rimini
Terza foto di Legambiente.
Quarta foto di Mondo Balneare.

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Il progetto continua…dal 2019 al 2022

Dopo due anni in cui la pandemia ce lo ha impedito, siamo tornati finalmente a fare quello che amiamo: il nostro progetto plastic free e ripulire le nostre adorate spiagge.

Il 25 marzo, i ragazzi del terzo anno dell’Istituto Marco Polo di Rimini si sono impegnati tutti assieme, con l’intento di raccogliere i rifiuti presenti sulla spiaggia antistante la scuola, realizzando una grande opera di generosità verso l’ambiente e le creature che lo popolano.

Ci siamo resi conto che sulla nostra riviera c’è una mole notevole di rifiuti di ogni genere, come bottiglie di vetro, tappi, reti da pesca, mascherine… insomma, soprattutto plastica, che dopo la movimentata stagione estiva torna a riva con le onde. I nostri ragazzi sono riusciti a raccogliere ben 10 sacchi pieni di rifiuti!

Ad oggi, nel 2022, il progetto è più vivo che mai: invitiamo anche voi a comportarvi nella medesima maniera e di propria spontanea iniziativa, l’ambiente vi ringrazierà!

Il nostro scopo è quello di sensibilizzare più persone possibili al non inquinare, a capire che questo problema è reale e riguarda tutti noi allo stesso modo.

Di seguito, una carrellata di foto del lavoro dei ragazzi.

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Salva una specie : ecco l’idea dell’Acquario di Cattolica

 

Dato l’ impegno e la dedizione dimostrati nel progetto in collaborazione con Adria’s online Plastic free, le classi 4 e 5 A dell’ Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” sono state invitate a partecipare all’ inaugurazione estiva dell’ Acquario di Cattolica, uno tra i parchi Costa più amati della Riviera Romagnola

Evento

 

L’evento si è svolto durante la giornata del 6 aprile 2019. La mattinata si è divisa in più momenti scanditi da professionali ed approfonditi interventi di esperti.
Inizialmente i ragazzi sono stati calorosamente accolti ed è stato spiegato loro la struttura e la storia del parco tematico, diviso in 4 aree : ingresso blu (la vita sott’acqua) ingresso verde (rettili), ingresso giallo (lontre) e ingresso viola (creature degli abissi).

Una delle informazioni più particolari ed interessanti è la forma della struttura che richiama una flotta navale, questa risale agli anni trenta ed è stata concepita come colonia marina per ospitare i bambini durante il periodo estivo.

La prima tappa è stata la visita all’area blu, dove gli studenti hanno potuto assistere alla cibazione e ai giochi dei pinguini.
Gli alunni sono stati poi ospitati nella sala conferenze del parco dove un’esperta biologa marina ha spiegato quanto all’acquario stia a cuore la sostenibilità ambientale (non solo per il mare ma anche per l’intero ecosistema) e ha illustrato il tempo di decomposizione degli oggetti da noi più utilizzati.

Importante per l’acquario è la ricorrenza dell’8 giugno che oltre ad essere la giornata mondiale degli oceani, è anche il giorno in cui, nel 2017, nacque il progetto Plastifiniamola.

Plastifiniamola : salva una specie in pericolo

 

Grazie all’importante progetto, è stato introdotto nel percorso blu dell’acquario un sentiero che ricrea la purtroppo famosa “Pacific Trash Vortex“, l’isola di plastica che vaga nei vari oceani del nostro pianeta.
I visitatori passeranno in un corridoio nel cui soffitto è presene una rete piena di rifiuti: pannolini, bottiglie di plastica, reti di pescatori, cannucce sono solo alcuni dei vari rifiuti presenti.

Tutto ciò è stato realizzato al fine di sensibilizzare principalmente la nuova generazione e per cercare di garantire la salvezza dell’ambiente e di chi ci abita.
Dopo la spiegazione del progetto i ragazzi si sono recati sul luogo e hanno potuto percepire la gravità della situazione: la sensazione di costante e soffocante oppressione che sono costretti a subire ogni giorno gli abitanti dell’ecosistema marino.

Concluso questo momento gli studenti hanno potuto visitare liberamente anche le altri parti del parco, mettendo per un momento da parte il discorso dell’inquinamento per scoprire lo strabiliante ed affascinante mondo delle lontre, potendole osservare nei loro momenti di svago e nutrimento, e dei rettili riuscendo finalmente a vedere animali mai visti dal vivo prima.

Questa giornata è stata un’importante opportunità per scoprire nuove iniziative ; sempre di più sono le aziende che cercano di lavorare in modo sostenibile e di diffondere questa sensibilità ai loro clienti.

Vuoi fare anche tu la differenza? Unisciti a noi!

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
(Mahatma Gandhi)

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Ecoturismo: scegli la tua vacanza Green!

Le vacanze di Pasqua si stanno avvicinando, non hai ancora deciso dove trascorrerle e i suggerimenti di amici e parenti non sono riusciti a convincerti?

 

Scopri con noi un nuovo modo di viaggiare:località eco friendly e alberghi a basso impatto ambientale che ti permetteranno di vivere un’esperienza diversa.

ECCO LA NUOVA TENDENZA: ECOTURISMO

Turismo sostenibile, responsabile, ecoturismo… sono tutti termini che cercano di descrivere il rapporto esistente tra turismo e sostenibilità. Vivere una vacanza sostenibile è una sensazione in grado di riconciliare mente e spirito, che fa vivere intense emozione e avvicina l’uomo con la natura, oltre che con i suoi simili.

COM’E’ NATO?

Questo approccio al turismo è nato alla fine degli anni ’80 ed è caratterizzato da una duplice preoccupazione per i luoghi visitati e per il benessere delle popolazioni che vi abitano.Il principio di turismo sostenibile è stato, infatti, definito nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT): “Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Segui i nostri consigli:

     6 punti da seguire per una vacanza green
  1. preferire strutture sostenibili: Alberghi,b&b e ristoranti che operino nel pieno rispetto dell’ambiente,valorizzando il territorio ed evitando sprechi di risorse ed energie. Per aiutarvi nella ricerca , vi consigliamo di visitare il sitoecobnb.it. Potrete scegliere la sistemazione più adeguata alle vostre esigenze.
  2. Scegliere modalità di trasporto sostenibile : treni, pullman e mezzi pubblici in generale,biciclette carsharing,sono ovviamente da prediligere. Senza dimenticare che la visita più autentica è quella con le proprie gambe.
  3. Valorizzare i prodotti tipici, a km zero e biologici che ti permetteranno di promuovere l’economia e di apprezzare l’autentica gastronomia locale per ridurre il trasporto di prodotti su strada.
  4. Rispettare la popolazione locale nel massimo rispetto di usi, costumi e stili di vita.
  5. Rimanere aggiornati: utilizzare internet,app e ciò che ne consegue per scoprire nuovi itinerari nella natura e soggiornare nel modo più green possibile.
  6. Evitare inutili sprechi, partendo da semplici accorgimenti come preferire l’utilizzo di una borraccia portata da casa al posto di comprare bottigliette di plastica usa-getta

La green vision della Riviera Romagnola

 

Per gli amanti dello sport, della salute e del benessere la Riviera Romagnola rappresenta la meta ideale.Potrete trascorrere le vostre giornate passeggiando in riva al mare o scoprendo i diversi percorsi enogastronomici nell’entroterra romagnolo tutto nel completo rispetto dell’ambiente!

Quale modo migliore se non la bicicletta? Sempre più Hotel della Riviera le mettono a disposizione gratuitamente dei clienti, ma non solo.. Anche il comune di Rimini si sta mobilitando: dal 2018 si possono trovare lungo le strade biciclette che chiunque può utilizzare pagando e attivando l’uso con una semplice App (oBike).

Prima di partire per le tue vacanze ricordati di portare in valigia il buon senso e tieni a mente i nostri consigli!

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#FRIDAY FOR FUTURE: La Terra chiama e Rimini risponde

Perché studiare per un futuro che potrebbe non esserci?

“Non possiamo, né dobbiamo rassegnarci, dobbiamo spingere chi governa a cambiare le cose o non ci sarà futuro…Nessuno è troppo piccolo per cambiare il mondo”.

Queste sono le parole di Greta Thunberg, la ragazzina svedese di soli 16 anni, diventata in poco tempo simbolo del movimento ambientalista studentesco.

Dal 20 agosto 2018 si è rifiutata di andare a scuola fino al giorno delle elezioni, chiedendo al governo di occuparsi del cambiamento climatico, adattando politiche più incisive per ridurre l’emissione di anidride carbonica. Passate le elezioni Greta ha ricominciato ad andare a scuola, ma ogni venerdì torna ad impugnare il suo cartello e a far sentire la sua voce.

Da allora è diventato un fenomeno virale, coinvolgendo milioni di studenti da tutto il mondo e anche Rimini ha deciso di aderire alla causa.

Venerdì 15 Marzo 2019 in tutto il mondo si sono svolte manifestazioni per azionare un meccanismo di rivolta contro le istituzioni politiche, non curanti degli evidenti cambiamenti climatici. Rimini è tra le 1693 città del mondo, 182 italiane, che hanno aderito all’invito di Greta.                                                                                                      Nella provincia romagnola ha avuto luogo uno sciopero studentesco di natura pacifica e apartitica, organizzata tramite associazionismo come Greenpeace e il Comitato Basta Plastica in Mare.

L’intento era di dimostrare che c’è concretamente una richiesta di sostenibilità ambientale da parte dei giovani.

COME SI È SVOLTA LA MANIFESTAZIONE?

 

Alle ore 9:00 gli studenti si sono ritrovati per andare a pulire due diversi punti della città: la spiaggia libera del porto e il Parco Marecchia.                                                                                                                                           Alle ore 11:00 i due gruppi si sono ricongiunti in Piazza Cavour dove sono state scambiate riflessioni ed interventi. Qui ha avuto sede la manifestazione vera e propria.                                                                                                            È stata data la possibilità di esprimere la propria opinione a chi volesse farlo.                                                                                                    I ragazzi sono stati invitati a portare cartelloni e striscioni con vari slogan di protesta e di difesa dell’ambiente.

Hanno dato sfogo alla loro immaginazione creando vere a proprie “opere d’arte”; tra i cartelloni più d’effetto:

  • “è inutile per l’uomo conquistare la luna se poi finisce per perdere la terra”
  • “Il mio gabinetto è più pulito #SaveThePlanet”
  • “Nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità ambientali ma tutti vogliono andare in vacanza dove la Natura Abbonda”
  • “Roses are dead, Sea isn’t blue, The Earth is dying and so will you”

Tra la folla in Piazza Cavour erano presenti il Sindaco Gnassi, il vicesindaco Lisi e gli assessori Montini, Frisoni ed esponenti del mondo ambientalista.

 

EFFETTI:                           

 

Al termine della manifestazione sono stati raccolti centinaia di sacchi della spazzatura e sistemati davanti al Teatro Galli per formare la frase: Climate Strike (Sciopero per il clima).

L’obbiettivo è stato raggiunto: molti giovani si sono interessati all’argomento, con la speranza di poter cambiare le sorti del mondo partendo da un piccolo gesto come questo.

 

 

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La festa più attesa dai maturandi di tutta Italia

COSA SONO E PERCHE’SI FESTEGGIANO I 100 GIORNI?

I 100 giorni sono l’evento più atteso da tutti gli studenti dell’ultimo anno degli istituti superiori.                                                                                                                       Un rito di passaggio obbligatorio e come tale merita di essere celebrato al meglio.

L’usanza dei 100 giorni discende da una tradizione militare risalente al 1840. Da quel momento gli allievi iniziarono a tenere il conto alla rovescia dei giorni che mancavano alla fine dei corsi, festeggiando in particolare l’arrivo degli ultimi 100 giorni.  Il passaparola fece in modo che tutte le scuole militari iniziassero a celebrare questa ricorrenza.

Oggi questa tradizione si è diffusa in tutte le scuole italiane e indica la mancanza  dei giorni alla data della prima prova d’Esame.

I 100 GIORNI SULLA RIVIERA ROMAGNOLA:

Negli scorsi anni la festa ha visto sempre più partecipanti da tutta la Romagna e oltre, per questo nel 2019 è stata scelta come location l’RDS Stadium di Rimini, che può contenere oltre 7000 persone.

L’11 marzo è la data scelta per quest’anno e la serata si svolgerà nel seguente modo: ci sarà una cena e poi seguirà il vero e proprio festeggiamento fino alle prime ore del mattino.

Il problema dell’ambiente è un tema molto attuale e dolente. Anche durante l’organizzazione e pianificazione di eventi risulta un tema importante da tenere in considerazione.

Fino a poco tempo fa venivano impiegati moltissimi oggetti in plastica usa e getta, che hanno portato ad uno spreco e ad un incremento dell’inquinamento ambientale.

In tal proposito sono stati presi alcuni provvedimenti dal comune di Rimini e saranno introdotte sanzioni a chiunque disperda per l’ambiente plastica e plastificati che inquinano e creano all’ecosistema.

Un primo provvedimento attuato dall’organizzazione della festa  è stato eliminare la maggior parte delle prevendite cartacee, sostituendole con prevendite digitali che prevedono la compilazione di moduli online.

Ma il problema comunque rimane persistente: infatti la plastica viene comunque usata in maniera eccessiva: quantità industriali di bicchieri, cannucce, piatti monouso, coriandoli, palloncini…

Ma dove andranno a finire una volta finita la festa?

È questo il vero problema!

Per questo è opportuno cambiare alcune abitudini e usi della società, partendo da piccoli accorgimenti che faranno la differenza.

festa dei 100 giorni

5 ACCORGIMENTI PER UN PARTY PLASTIC FREE:

  1. Eliminare le cannucce monouso;
  2. Eliminare bicchieri e bottiglie in plastica, sostituendole con bottiglie in carte che sono più facilmente riciclabili;
  3. Evitare l’uso di coriandoli non biodegradabili;
  4. Pubblicizzare l’evento solo tramite Social o tramite Internet per evitare l’inutile spreco di plastica dei manifesti pubblicitari;
  5. All’interno del locale e fuori introdurre più bidoni per evitare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente.

Questi accorgimenti naturalmente dovrebbero essere applicati ad altre manifestazioni e feste.

Rimini essendo una località turistica di fama internazionale dovrebbe attuare queste accortezze poiché potrebbe rischiare di danneggiare seriamente la sua fama a livello turistico.

Il turista non guarda più solo al divertimento, ma è sempre più attento al rispetto dell’ambiente e ad un turismo ecosostenibile.

Piccoli cambiamenti che possono fare la differenza.